Lasciami Correre Via: in ricordo di Christian Cappelluti
Post Reply   Forum
Posted by: Sandro Cossu
02/16/2016, 18:19:18

Edit
Ho conosciuto Christian nel 1985, quando era poco più che bambino. Aveva circa dieci anni e venne ad allenarsi da me per la prima volta. La caratteristica che mi colpì sin da subito era la sua intelligenza fuori dal comune, aveva una capacità di apprendimento pari a un adulto e prestava la massima attenzione a qualsiasi cosa, anche ai minimi dettagli. Spesso, durante le lezioni su tecniche di base, mi faceva domande molto tecniche e particolari: rimanevo quasi senza parole, tale era la sua sorprendente perspicacia. Un giorno, prima che iniziasse l’allenamento, iniziò a raccontarmi della sua famiglia e di come egli vedeva la sua vita: gli replicai spiegandogli la differenza tra la vita e la Via, e lui rimase decisamente affascinato da questa mia risposta. Iniziammo in breve tempo ad avere un bel rapporto, che andava oltre quello tra Maestro e allievo. In un certo senso era come se lo avessi adottato…

La sua intelligenza vivace era motivo di un’innata curiosità. Mi faceva sempre molte domande, ad esempio notò che i pantaloni del Tai Fu non avevano le tasche. Gli altri bambini non se ne erano accorti o non avevano avuto l’intuizione di chiederne il motivo; in un’altra circostanza mi domandò perché avessi scelto il Kung Fu: quando gli dissi che ero stato scelto dal Kung Fu capì subito e gli piacque molto la mia risposta. Allora ulteriormente incuriosito volle sapere perché, tra i tanti stili, scelsi quello della mantide e così gli spiegai che avrei dedicato la mia vita ad apprendere e diffondere questo particolare stile.

In un’altra occasione stavamo facendo un lavoro sul combattimento. Christian era uscito dalla sala; dopo qualche minuto non vedendolo tornare, vado a cercarlo. Era andato in bagno e scriveva sulla sua agenda quello che gli avevo spiegato poco prima. Avevamo studiato i concetti di un’arma, credo fosse il Gun Yan; dopo nemmeno mezz’ora aveva già imparato il maneggio del bastone lungo. Prendeva appunti su tutto, sempre. Custodisco ancora parecchi scritti suoi, la cui profondità riesce a stupirmi ancora, anche a distanza di anni: ‘l’intelligenza va di pari passo con chi ti insegna’; ‘chi ha visto poco, si stupisce molto’.
Rimase con me per qualche tempo, ma anche dopo aver smesso di praticare faceva un salto in palestra magari solo per salutarmi e scambiare due chiacchiere. Nel 1997, in occasione di un’importante gara a cui partecipai, venne a trovarmi e andammo in tribuna stampa con un pass. Aveva già il cellulare e mi fece ascoltare una musica meravigliosa da lui stesso composta: era l’ennesima conferma del fatto che questo ragazzo avesse una sensibilità e un’intelligenza fuori dal comune.

Una volta durante una lezione spiegai la differenza tra i vari animali del Kung Fu, e lui mi rispose: ‘Maestro, ho notato che quando fai un animale, diventi quel particolare animale’. Nonostante la sua giovane età e il livello, già si interessava a nozioni più avanzate quali la respirazione, l’uso delle armi, etc. e volle sapere dove e come li avessi appresi. Gli dissi che avevo imparato questi concetti dal mio primo Maestro, Tang, che mi aveva insegnato per quasi sette anni. Anche stavolta la sua risposta mi lasciò sbalordito: ‘Hai bisogno di un altro Maestro e dell’ultimo insegnamento. Tu sei sprecato qui.
Fu così che per merito suo iniziai a conoscere il mio attuale Gran Maestro, Gin Foon Mark. All’epoca ero un po’ restio ad andare a studiare da un altro insegnante e fu proprio Christian, grazie alla sua ennesima intuizione, che mi convinse e coinvolse in questo discorso. Si era messo in testa quest’obiettivo e dopo aver fatto numerose ricerche - era un pioniere di internet e un genio anche nel campo dell’informatica - mi suggerì il nome di Gin Foon Mark appunto, uno dei più grandi maestri al mondo, che viveva negli Stati Uniti. Se ben ricordo mi aveva indicato una rosa con pochi altri nominativi, tra cui Hadam Su (dello stile Baji Quan) e un Sifu del Pakua, della cui scuola faceva parte il mio amico Stefano Bellomi. Proprio quest’ultimo mi confermò che c’era un solo Maestro di Mantide del sud e così quando iniziai a informarmi su Master Mark rimasi letteralmente sbalordito. Incredibilmente, ripensai ai tempi del M° Tang quando mi rivelò che esisteva forse un solo Maestro al mondo in grado di svelare i segreti degli stili del sud; con il passare degli anni mi sono sempre più convinto che fosse proprio Gin Foon Mark…

Due miei allievi dell’epoca, Riccardo Russo e Umberto Albano (quest’ultimo oggi è Istruttore capo della mia scuola), proseguirono il lavoro di ricerca. Spesso andavamo insieme in alcuni internet point: tra i vari siti notai quello di Henry Poo Yee, molto più pubblicizzato rispetto a quello di Master Mark, di cui Poo Yee peraltro era allievo. Ma ciò che realmente mi colpì furono le foto e il curriculum di Gin Foon Mark. Riccardo sarebbe dovuto andare negli Stati Uniti per imparare l’inglese e fu così che scelse Minneapolis. Pochi giorni dopo il suo arrivo ci chiamò: ci raccontò in toni entusiastici di quanto fosse rimasto sbalordito da Master Mark, all’epoca settantenne, e che aveva iniziato ad allenarsi sotto la sua guida. Riccardo gli parlò di me e lui rispose che, prima di accettarmi come allievo, avrebbe voluto conoscermi di persona. Con qualche difficoltà linguistica, riuscì a parlare per la prima volta al telefono con Gin Foon Mark; forse anche per il fatto che un operatore del call center dove andai per effettuare la chiamata (a distanza di anni mi ricordo ancora il suo nome, tale Antonello) spesso mi aiutava con la traduzione, in un primo momento capii che l’incontro era fissato a Roma, mente Master Mark voleva che andassi direttamente nel suo kwoon a Minneapolis. Chiarito subito questo piccolo equivoco, con Riccardo - che di lì a pochi mesi sarebbe dovuto tornare negli Stati Uniti - Umberto e Marco Impellizzeri, un altro mio allievo, partimmo per Minneapolis. Quando dissi a Master Mark che ero lì anche per merito di Christian, egli mi chiese se fosse il mio Maestro…

Ecco, ho voluto raccontare questi episodi legati a Christian per ricordarlo: ci ha lasciati troppo presto, e mi piace definirlo come un angelo che mi è stato vicino seppure per un breve periodo. Un paio di settimane prima della sua morte ricordo che mi telefonò da un taxi, stava andando a casa di Mina per una collaborazione artistica e mi chiese: ‘Maestro secondo te come devo comportarmi?’ Per sdrammatizzare un po’ la sua tensione gli feci un paio di battute e ridemmo insieme. Subito dopo mi accennò che a breve sarebbe andato in Scozia e volle sapere della mia scuola di Kung Fu. Prima di salutarci gli dissi una frase (‘lasciami correre via’) che divenne il titolo di una sua canzone e gli chiesi se, tra tutti quei viaggi, si sarebbe preso una pausa o fermato: ‘Forse, maestro, nell’aldilà’. Fu l’ultima volta che ci sentimmo: lui andò in Scozia dove, a causa di un tragico incidente1, perse la vita giovanissimo mentre io mi trovavo negli Stati Uniti. Quando tornai, un mio istruttore dell’epoca, Roberto Nagnetti, mi diede la triste notizia. Rimasi sconvolto dal dolore per molto tempo: non avevo mai raccontato prima questi episodi, Chris mi ha dato la spinta per capire dove potevo arrivare e gli sarò grato per sempre.

Nota: Il 9 agosto 1998, durante una vacanza in Scozia, Christian Cappelluti (in arte Chris Cappell) scomparve tragicamente: uno strano evento lo portò via, dopo aver ingerito una bevanda a base di pomodoro acquistata in un negozio biologico. Ciò gli provocò una fatale forma di allergia alimentare. Dopo pochi giorni, il 17 agosto, avrebbe compiuto 23 anni.




Post Reply | Recommend | Alert
View All   Previous | Next | Current page

Replies to this message

-----Re: Lasciami Correre Via: in ricordo di Christian Cappelluti Gabriele Manu 0 801 bytes 02/16/2016, 19:16:26
-----Re: Lasciami Correre Via: in ricordo di Christian Cappelluti Stefania_Roma 0 1404 bytes 02/17/2016, 14:48:46
-----Re: Lasciami Correre Via: in ricordo di Christian Cappelluti Andrea P 0 2348 bytes 05/11/2016, 19:06:08