Caro Christian,
nulla al mondo era meno prevedibile di ciò che sta accadendo in questo istante, e cioè scriverti mentre tu non ci sei più. Ma non sarà la mancanza fisica della tua persona ad annullare l'enorme impronta che tu hai lasciato, per sempre, in tutti noi, che non siamo riusciti mai a seguire il tuo passo, così diverso e veloce rispetto al nostro, spettatori di una cosa molto più grande di noi: come del resto erano tutte le cose che tu facevi. Mi piaceva il tuo modo di trattare gli altri, guardandoli dentro e non fuori come troppo spesso avviene; e questo rendeva l'amicizia con te facile, se non inevitabile dopo averti conosciuto e lascia un ricordo che vive di una luce propria dentro tutti noi, lascia una traccia che non andrà mai via, insieme alle altre pochissime cose che hanno, con la stessa intensità, stravolto e fatto rinascere la nostra sensibilità. L'immagine che ho di te è di un uomo in perenne corsa, in grado di riuscire a seguire le proprie passioni in modo totale, senza compromessi, ed è qui, oltre che nella fatalità, che voglio trovare la spiegazione di quanto è successo: tu ponevi ogni volta dei nuovi obiettivi, ma nello stesso tempo riuscivi a vivere bene il tuo presente, circondandoti di cose che ti piacevano e che alimentavano la tua curiosità e il tuo desiderio di sapere e conoscere sempre di più. Questa è l'immagine, secondo me, più vera; ed è comunque quella che io ho sempre davanti e che voglio continuare ad avere.

Massimo

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