Molte persone hanno conosciuto Chris di persona o attraverso la sua musica. Ecco alcune testimonianze, tra le tantissime voci di musicisticritici musicalimaestriamici e compagni di lavoro che si sono levate dopo la dipartita di Chris.

Mina

Era un ragazzo eccezionale. Intelligente, spiritoso, rispettoso, acuto e con una sua particolare eleganza nel pensiero e nel tratto. Uno di quei rarissimi giovani uomini che ti fanno sperare che questo mondo, già così compromesso, possa andare avanti, possa migliorare. Io gli volevo bene e mi piaceva il suo rapporto con la musica, la sua e la mia passione

Massimiliano Pani

La sua era una personalità solare, entusiasta, e in lui il talento si combinava a una maturità di carattere molto superiore rispetto all’età biologica

Giancarlo Susanna, Critico Musicale

È impossibile dire cosa sarebbe accaduto a Christian Cappelluti se la morte non ce lo avesse strappato in così giovane età. Forse sarebbe riuscito a raggiungere quel successo nel mondo della musica cui sembrava destinato così tanto. Forse avrebbe seguito la sorte di tanti artisti di talento, molto stimati dagli esperti e poco noti al grande pubblico. L’unica cosa che un critico può fare è analizzare nel più obiettivo dei modi quello che Christian ci ha lasciato, una serie di canzoni che testimoniano una crescita costante, dai primi tentativi già ricchi di promesse alle ultime e più mature registrazioni. La scrittura di Christian – e se ne ha conferma da quanto lui stesso ha dichiarato a questo proposito – non si limitava alla melodia, al testo e a una semplice armonia, ma prevedeva un vero e proprio arrangiamento, con delle parti precise per ogni strumento. “(…) quando meno me lo aspetto, il verso o il ritornello di una canzone che non ho mai sentito in vita mia appare nella mia testa. La parte della canzone che mi ha portato la mia ispirazione è sempre completamente arrangiata e completa di testi e, solitamente, non è troppo difficile per me sviluppare un’intera canzone da quel frammento”. L’uso sempre più diffuso della tecnologia – quello che viene definito “home recording” è un metodo che negli ultimi anni ha contribuito a cambiare il “suono” della musica pop – era già stato sperimentato da Christian, ma sembrava finalizzato più che altro a dare indicazioni di arrangiamento ai musicisti da coinvolgere nei suoi progetti.

Christian avrebbe senz’altro reso la vita difficile a chi avesse voluto cambiare, per qualsiasi motivo, quello che lui aveva chiaro fin nei minimi dettagli, ma possiamo fare soltanto delle ipotesi su come avrebbe potuto gestire un progetto completamente autonomo, seguendo le regole autarchiche del cosiddetto “lo-fi”. Sarebbe diventato un altro Beck, capace di servirsi sia del “lo-fi” sia dei metodi più tradizionali? Forse sì, vista e considerata la passione che lo guidava sulla difficile strada della creatività musicale. Il suo era certamente un talento naturale – le canzoni che possiamo ascoltare lo dimostrano – ma anche coltivato con caparbietà e determinazione, nella convinzione – anch’essa dichiarata – che il linguaggio della musica fosse quello a lui più adatto.
“La musica è definitivamente la forma d’arte attraverso la quale posso meglio esprimere me stesso e scrivere canzoni è l’esperienza più gratificante che io abbia mai fatto”.
Far conoscere le canzoni che Christian ha lasciato, far sì che vengano riprese da interpreti in sintonia con il suo stile e permettere ad altri talenti di studiare ed emergere seguendone l’esempio ci sembra il modo migliore per impedire che la sua voce si perda del tutto o resti semplicemente patrimonio di pochi fortunati.

Red Canzian del complesso dei Pooh

Chris era, in campo musicale, assolutamente geniale, e poi si distingueva per una profondità di pensieri e sentimenti assai rara. Lo potrei paragonare a un poeta romantico dell’Ottocento, mentre per la sua straordinaria abilità nel creare nuove melodie, che catturavano l’ascolto, un giorno mi venne in mente di associarlo a John Lennon

Sheila Davis, critico musicale e scrittrice di New York

Christian era un ragazzo speciale con tante ammirevoli qualità. Al di là del suo talento musicale lui aveva fascino ed era generoso nello spirito e nel cuore”.

“Mi sono goduta le nostre sessioni di lavoro insieme.  La cortesia con la quale Christian ascoltava le mie critiche cercando di bilanciarle in modo tale da non modificare il messaggio originale dei testi.  Lui spesso non seguiva i miei suggerimenti, poiche’ non era una persona facile da convincere, ma lui sapeva che io avrei approvato le sue decisioni finali

Prof. Peter Kairoff della Facolta’ di Musica della Wake Forest University

Posso affermare con totale sicurezza che mai ho visto tanta dedizione e perseveranza in uno studente della Wake Forest. Egli ha sviluppato un così preciso senso di perfezione del tono musicale, da saper distinguere singole note ed accordi automaticamente, componendo completamente a memoria.
Ha appena cominciato a suonare la tastiera, ma probabilmente sarà in grando di suonare un concerto di Tchaikovsky in poche settimane.
Non avevo mai incontrato nessuno con tanto fuoco interiore…

David Lucas Burge – Hawaii

Conosco Chris da alcuni anni ed il suo orecchio musicale è decisamente impressionante. Non solo riesce ad avere l’Orecchio Assoluto – riconoscere, ricordare o cantare ogni singola nota – ma è in grado di trascrivere velocemente anche le più complesse armonie e progressioni.

La sua musica era ben collaudata ed era più creativa di quella di altri cantanti pop. Aveva tutte le qualità per sfondare nel mondo della musica.

William S. Hamilton, Preside della Wake Forest University

Nonostante la vita di Christian sia stata così breve, essa è stata piena di significati, molto più soddisfacente della vita di chi vive per cent’anni. Egli ha arricchito con idee originali la mia vita e quella di centinaia di nostri studenti.

Prof. David Isbister della Facolta’ di “Business” della Wake Forest University

Christian era un ragazzo con grandi sogni e forti ambizioni. Aveva anche il talento e le motivazioni per farli diventare realtà. La sua morte è una perdita per il mondo e per le persone che lo hanno conosciuto.

Era una delle poche persone che aveva non soltanto il genio dell’artista ma anche il fiuto per gli affari.

Francesco Mocci, professore di Filosofia all’Istituto Massimo di Roma.

Nel volgermi indietro ricordo tracce passate, la cui linea mi sorpassa in avanti, come quando le domande di Christian non erano fatte per sapere, ma per verificare che fosse giusta la conclusione cui era pervenuto da solo.

la sua amica Marta

Christian, un genio, un creativo, un artista, ma soprattutto un amico. Un amico che ha lasciato una impronta nella mia vita: un segno d’amore, di amicizia, di vita; un esempio che continuerà ad essere per me una ispirazione. Il suo carattere forte, il suo entusiasmo per la vita, la sua determinazione riuscivano immancabilmente a travolgermi. Fin dal primo momento in cui l’ho conosciuto ho capito subito che era una persona fuori dal comune. Un individuo complesso, pieno di interessi in costante evoluzione umana e culturale. Una rara sensibilità gli apparteneva, una sensibilità che gli conferiva una straordinaria capacità comunicativa.
Christian ti guardava negli occhi e ti leggeva dentro l’anima, questa era per me la sua qualità più grande.
I veri amici non hanno bisogno di vedersi sempre… Comunicano con l’anima!” Mi diceva.
La sua estrema sensibilità lo portava necessariamente ad essere un creativo, un artista.
II linguaggio musicale per Christian rappresentava un linguaggio d’elezione, anche nella sua dimensione religiosa; i gospel erano per lui una vera passione.
C’era sempre nella sua mente qualcosa che doveva catturare ad ogni costo per poi dargli corpo in una creazione musicale, e gli sembrava di correre con la sua musica come se il corpo non avesse peso e ogni cosa lo seguisse pure incorporea.

Christian adorava l’idea che la musica fosse un dono improvviso, forte e creativo; la sentiva scorrere dentro di se già compiuta, doveva solo ricordarla e scriverla.
Deduceva se stesso, si vedeva in trasparenza, amava l’intelligenza.
Sempre alla ricerca di nuovi interessi, insaziabile di conoscenza, perfezionista instancabile, adorava il confronto dialettico; faceva passaggi letterari accurati, come in un arpeggio.
Questo è Christian: un essere straordinario che mi ha fatto conoscere il valore dell’amicizia pura, libera, contemplativa: i suoi successi erano i miei successi, le sue conquiste le mie.
Ancora oggi, Christian ed io continuiamo a dialogare a comunicare a confrontarci attraverso
l’anima, proprio come lui mi ha insegnato.

Fabio Ciliberti, l’amico bassista

 La stella caduta

Dove, dove sei andato?
Non sei mai stato cosi’ lontano da qui
Dimmi, sei solo?
O c’e’ un Dio la’?

Qui tutti i tuoi sogni
Ancora ti aspettano
E tutti i tuoi amici
Ancora ci credono

Puoi sentirmi amico mio?
Da quando te ne sei andato nel mio cuore c’e’ disordine
Dammi una ragione amico mio
Perche’ io non riesco a capire

Mi ricordo tu eri nell’aria
Ogni giorno al telefono
Ora non ci sarai piu’

E adesso riesco a vedere la pioggia
Che cade su di me
E te, alto nel cielo
Cosi’ in alto…

Puoi sentirmi amico mio?
C’e’ luce splendente li’ con te?
Parlami amico mio
Mi manca la tua voce nell’aria

Puoi sentirmi amico mio?
C’e’ una stella che brilla in te?
Dimmelo, amico mio
Eri tu?
Eri tu quella notte
Che cadevi dal cielo
Quando abbiamo urlato e pianto
Il nostro ultimo addio

Il suo compagno Gian Filippo Cameli

L’artista
Sfoglio le pagine di questo libro
e torno a pensare a te
è un libro d’artisti, di folli ma onesti
che fanno ciò che gli va
credimi, sarebbe stato perfetto
fiorire lì come una rosa.
Lo so, quante volte l’hai detto
che vivere è bello solo per quello.
E adesso hai tutto l’immenso e tutte le luci
canta, canta ancora
la sola platea che ti possa capire
dimmelo, diccelo piano
che quella follia non mi mancherà.
Toccare col dito quei tuoi misticismi
mi ha fatto riflettere spesso
cercare, capire, diventare uomo è stato più facile
e in questa notte d’agosto mi fermo
a salutar la tua stella
notte di stelle cadenti che sembrano lacrime
ma tu mi sorridi.
Guarda i miei versi bagnati, sono solo per noi
canta, canta più forte,
fammi sentire che sono lontano
la tua sorpresa geniale mi fa ricordare
che l’artista è qui.

Massimo, un amico d’infanzia

Caro Christian,
nulla al mondo era meno prevedibile di ciò che sta accadendo in questo istante, e cioè scriverti mentre tu non ci sei più. Ma non sarà la mancanza fisica della tua persona ad annullare l’enorme impronta che tu hai lasciato, per sempre, in tutti noi, che non siamo riusciti mai a seguire il tuo passo, così diverso e veloce rispetto al nostro, spettatori di una cosa molto più grande di noi: come del resto erano tutte le cose che tu facevi.
Mi piaceva il tuo modo di trattare gli altri, guardandoli dentro e non fuori come troppo spesso avviene; e questo rendeva l’amicizia con te facile, se non inevitabile dopo averti conosciuto e lascia un ricordo che vive di una luce propria dentro tutti noi, lascia una traccia che non andrà mai via, insieme alle altre pochissime cose che hanno, con la stessa intensità, stravolto e fatto rinascere la nostra sensibilità. L’immagine che ho di te è di un uomo in perenne corsa, in grado di riuscire a seguire le proprie passioni in modo totale, senza compromessi, ed è qui, oltre che nella fatalità, che voglio trovare la spiegazione di quanto è successo: tu ponevi ogni volta dei nuovi obiettivi, ma nello stesso tempo riuscivi a vivere bene il tuo presente, circondandoti di cose che ti piacevano e che alimentavano la tua curiosità e il tuo desiderio di sapere e conoscere sempre di più.
Questa è l’immagine, secondo me, più vera; ed è comunque quella che io ho sempre davanti e che voglio continuare ad avere.

Tom, un amico americano

Christian è stata una persona della quale il mondo sentirà certamente la mancanza, e solo Dio sa quanto egli ha dato e quanto sta ancora dando.  Come amico ho trovato in lui la voglia di ridere e la gioia.  La sua profonda capacità di capire le persone hanno toccato il cuore di Boyce ed il mio, e spesso parlavamo di lui ricordandolo con amore.  Christian era un ragazzo che amava la luce del giorno, e naturalmente era attratto dal primo albeggiare che lo benediceva con pensieri illuminanti.  Aveva una profondità ed accortezza d’animo che poche persone possiedono.  Se credeva in qualcosa, potete star certi che ci avrebbe riflettuto sopra, e una volta deciso di agire, lo avrebbe fatto con determinazione estrema.  Ci scambiavamo spesso le nostre idee, le sue conoscenze erano fin troppo estese e complete per una persona della sua età.  Era un vero amico, completamente devoto ai suoi genitori.  Mi manca molto, ma sento che il viaggio che ha intrapreso porterà benefici alla gente di questo pianeta.  Sebbene comprendiamo per adesso solo in parte, Christian ha senz’altro ottenuto molto nel suo breve tempo che è stato con noi.

Il ringraziamento di Emma

Mio meraviglioso Christian
grazie di averci avvicinato a Dio.
Ora tu stai qui,
in cielo e ci proteggi.
Eri troppo perfetto e puro per stare sulla Terra.
GRAZIE per la tua bontà con tutti noi,
grazie Dio di avercelo mandato,
grazie Franco e Adriana di averlo reso STUPENDO.
Christian, ti ameremo per tutta la nostra vita.

Video di alcune interviste

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