Christian Cappelluti

(Testo originale inglese)

My inspiration

 

Da quando ho iniziato a scrivere la mia musica e ad interessarmi a ogni forma di espressione artistica, mi è capitato più di una volta d'imbattermi in persone che affermano che l'"ispirazione dell'artista" sia solo una leggenda. Secondo queste persone, le opere d'arte più grandi di tutti i tempi, dai Corali di J.S. Bach, ai Sonetti di Shakespeare, sono solo il frutto delle abilità di uomini incredibilmente pieni di talento. Ricordo di aver letto un libro sulla poesia, nel quale l'autore spiegava che l'immagine popolare del poeta improvvisamente colpito dall'ispirazione e che recita immediatamente i suoi nuovi versi, deve essere sostituita da quella dello stesso poeta seduto alla sua scrivania per giorni, che scrive e corregge la sua poesia più volte, cercando di raggiungere la perfezione. Ciò che, erroneamente, si crede il frutto di una singola idea illuminante è piuttosto il risultato dell'allenamento, dell'esperienza e della bravura. Ogni artista è così totalmente immerso nella sua arte, concludeva l'autore del libro, che è difficile credere che un fattore così esterno e pressoché incontrollabile come l'ispirazione, possa realmente esistere.

Sono circa dieci anni che compongo la mia musica, e posso affermare sin da ora di trovarmi in forte disaccordo con coloro che non credono all'esistenza dell'ispirazione. La ragione è molto semplice: io so cosa sia perché la sento dentro di me, ed è tanto imprevedibile e fuori controllo quanto reale. Se ripenso a tutte le canzoni che ho scritto, ricordo che il più delle volte, un attimo prima di scrivere la nota iniziale, stavo probabilmente facendo o pensando ad altro. Poi, tutto d'un tratto, c'era musica nella mia testa e, qualche minuto dopo, sarebbero bastate poche note a completare una nuova canzone. In un certo senso, la musica è sempre venuta da me quando non la cercavo. Io non ho mai fatto il primo passo.

Sono sicuro che la ragione per cui ciò accade dipenda molto dalle più profonde abilità del mio udito. Da bambino, molto prima di sapere cosa fosse un do, avevo l'abitudine di inventare brevi melodie e di canticchiarle o fischiettarle tra me e me, solo per divertirmi. Non canticchiavo né fischiavo apposta, né tanto meno lo consideravo qualcosa di creativo o musicale. A dire il vero, non prestavo nemmeno molta attenzione a quello che cantavo; lo cantavo e basta. Quello che è interessante è che nella mia testa, per qualche ragione, riuscivo perfettamente a sentirmi cantare, mormorare e fischiettare, anche se non stavo emettendo alcun suono. Sapevo che era solo nella mia testa, ma mi sembrava incredibilmente reale. Quando imparai a suonare la chitarra, analogamente, gli accordi continuavano ad echeggiare nella mia testa anche dopo le lezioni, ed iniziai ad allenarmi senza suonare. Mi sembrò all'improvviso di avere un registratore nella mia mente: se c'era una canzone che mi era davvero familiare, potevo sentirla dentro, ed era piacevole come ascoltarla allo stereo.

Ora, questa strana abilità, quando viene "attivata in modo creativo, è il canale attraverso il quale la mia ispirazione comunica con me: senza alcun preavviso. Quando meno me lo aspetto, il verso o il ritornello di una canzone che non ho mai sentilo in vita mia, prende forma per me. La parte della canzone che mi ha suggerito la mia ispirazione è già completamente arrangiata e completa di testi e, di solito, non è troppo difficile per me sviluppare un'intera canzone da quel frammento. "L'attacco d'ispirazione" è spesso molto breve ma, a volte, se sono fortunato, riesco già ad ascoltare diversi elementi della canzone, come la strofa, il coro, il ponte, l'assolo, ecc. Ho imparato un trucco: continuo ad ascoltare senza forzarmi e lascio che la mia ispirazione faccia il suo lavoro.

E ora sto per fare una rivelazione che potrebbe infastidire tutti coloro che non chiudono occhio di notte, aspettando di mettere giù idee originali: ho composto mentre dormivo quasi tutta la mia musica, negli ultimi tre anni.

lo sogno un sacco e, che ci crediate o meno, la maggior parte dei miei sogni hanno una colonna sonora! Alcune canzoni originali, che non ho mai sentito prima, fanno parte di queste colonne sonore, e succede spesso che quelle canzoni continuino a riecheggiare nella mia testa anche al mio risveglio. Questo mi dà l'opportunità di farle diventare composizioni nuove di zecca. A volte, sfortunatamente, mi sveglio dopo aver sognato nel cuore della notte. In quegli attimi, anche se continuo a sentire la musica nella mia testa, sono troppo stanco per alzarmi e scrivere. Allora mi riaddormento e, quando mi sveglio al mattino, tutto quello che so è che avevo una buona canzone, ma mi è passata di mente, ed è persa per sempre.

Tutti i miei amici sanno di queste visite notturne della mia ispirazione, e tutti considerano l'intera faccenda molto strana. Non posso biasimarli perché, anch'io, penso ancora che comporre musica dormendo non sia una cosa comune! Comunque, anche se sono sicuro che una spiegazione scientifica al fenomeno esista (deve essere qualcosa che ha a che fare con la mia dimensione intrapsichica), mi piace pensare che la mia ispirazione abbia qualcosa di misterioso, inafferrabile e incomprensibile. Ho paura che, se tentassi di indagare per capire, rischierei di perderla. Dopo tutto, anche se non fosse ispirazione (e, se non lo è, allora cos'è l'ispirazione?), ma qualche tipo di idiosincrasia, continuerei a pensare che abbia un che di affascinante. Vado a letto di notte e mi alzo al mattino cantando una canzone che era nei miei sogni. Non vuole dire forse qualcosa?