Figure del mare, del cielo e dei prati... c'è un bisogno profondo di "purezza", di idealità, di verità, di pensieri "che volano in alto" (Close your eyes). Ecco la dimensione verticale che sostanzia un solo desiderio: "Voglio volare" (Il mattino, la luce), e "Sto volando" (Stefania), dove per volare s'intende un modo di vivere romanticamente "libero e felice". C'è un ideale di purezza in questo desiderio, come scrive nella prima versione di È tutto: "Finché qualcuno è puro/questo mondo avrà un futuro". È interessante notare come in Non sono un perdente Christian identifichi il volo con la musica, anzi la vocazione musicale, potremmo dire, realizzata: "Verso il cielo alla fine ho fatto un balzo/dimmi che non sono un perdente/Perché ora il mio passato non conta niente/e so che la mia strada è la musica". Amore e musica sono uniti dalla stessa metafora del volo. Una canzone si intitola proprio Fly (Vola): "Vola un nuovo orizzonte nella mia mente/il passato resta alle spalle/perché posso rompere le catene che mi legano". Christian avverte il desiderio di una speranza, di un "posto in cui mi sento forte/dove nulla può andar storto". In Tutto il mio mondo Christian scrive: "Così ti prego rimani la mia Stella Polare/precedimi, guidami con la tua eterna luce, luce". La Stella Polare non è da contemplare ma da seguire in un tragitto ascendente verso "nuovi orizzonti". L'avvenire appare "radioso" (L'estate dell'87) e il cammino è percorribile "rincorrendo arcobaleni" (Quando lei venne a trovarmi).

Indietro - HomeAvanti