A cura di Antonio Spadaro S.I.

Conoscere una produzione musicale come quella di Christian significa entrare in una esperienza di vita, in una sensibilità che sente la musica non solo come luogo di espressione, ma come modo di vivere, di essere, di plasmare la propria esistenza. C'è una necessità dietro i suoi testi e le sue melodie. Ciò non significa che siamo davanti ad una "perfezione", ma a qualcosa di molto umano, nel bene e nel male, che non prende congedo dalla biografia del suo autore. Con biografia c'è da intendere non solo i fatti reali della sua vita, ma anche quelli immaginari, della fantasia, del desiderio. Così, ad esempio, una ragazza della scuola che egli non conosceva (e a cui, tra l'altro, non si sarebbe mai presentato) diventa l'oggetto di una canzone d'amore appassionato e idealizzato. Christian così "si trova a fare i conti" con una sentimentalità scoperta e vibrante (Quando lei venne a trovarmi), ma nello stesso tempo trasfigurata e idealizzata. Panorami e situazioni esposte a volte sono frutto di esperienze reali (a volte anche dure, come quelle legate alla solitudine affettiva), altre volte fantasticate o frutto di una gioia o di una malinconia che vive solo di immagini interiori.

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