Tra "alto" e "basso" non c'è stasi ma dinamismo, tensione. I motori di questa tensione sono il sogno e la lotta. In Constance si parla di sogno "a volte sogno di trovarti..." e il sogno è anche il tema di Dreaming again (Sognando ancora). È forte qui l'immagine del pericolo di una discesa ma, nonostante ciò, Christian scrive ancora: "Io riuscirò a sognare ancora/ perché io e te stavamo cercando le cose che sono vere/Oltre le nuvole, sì oltre le colline, oltre il cielo".

Il sogno è diverso dalle illusioni "e non ho tempo per le illusioni" (Non sono un perdente): è qualcosa che ha un riferimento al reale "tienimi la mano nei sogni miei" (Michaela) e che viene trasfigurato o agognato "Sogna di essere/quello che pensi di non poter essere/lasciati andare/lascia la mente volare" (Chiudi gli occhi). Soprattutto è un territorio, se non di realtà, certamente di verità. Il sogno è il luogo in cui si è più veri, in cui le tensioni fondamentali di una vita si svelano e si manifestano, almeno nell'interiorità. Ecco il motivo dei tanti appelli di Christian al sognare.

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