"Questa strana abilitā che ho, quando č "attivata in modo creativo", costituisce il metodo base attraverso il quale la mia ispirazione comunica con me: senza alcun preavviso, quando meno me lo aspetto il verso o il ritornello di una canzone che non ho mai sentito in vita mia, appare nella mia testa. La parte della canzone che mi ha portato la mia ispirazione č sempre completamente arrangiata e completa di testi e, solitamente, non č troppo difficile per me da sviluppare un'intera canzone da quel frammento".

Questa naturalezza nel fare musica non ha impedito, tuttavia, un impegno negli studi musicali. A soli sedici anni, nell'estate '91, sceglie il prestigioso Berklee College of Music di Boston, negli Stati Uniti, per seguire la sessione estiva dei corsi musicali, con eccellenti votazioni finali. E la sua amica Marta non ha mancato di osservare che "il linguaggio musicale per Christian rappresentava un linguaggio di elezione, anche nella sua dimensione religiosa. Infatti durante tutto il periodo del liceo, una parte importante della sua attivitā scolastica era dedicata alla composizione ed esecuzione delle musiche sacre che accompagnavano la celebrazione della Santa Messa, privilegiando i gospel americani di cui era un ammiratore appassionato". In fondo, come per tutti gli artisti, fare musica era per Christian l'equivalente di un'auto-espressione. Non a caso, le sue ultime canzoni risultano quasi profetiche, nel senso che da esse emerge un forte anelito verso un mondo ultraterreno, verso la vita oltre la morte

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