Anzio
Venerdì 22 maggio si è disputata la seconda edizione del Certamen Antiquae Fabulae, la gara di traduzione e commento di testi favolistici del mondo antico riservata agli alunni del biennio del Liceo Classico Chris Cappell. La partecipazione di questo secondo anno è stata numerosa ed entusiasta per un appuntamento che ormai è destinato a diventare consueto.
Gli studenti del primo anno si sono confrontati con una favola di Fedro, La leonessa, la lupa, il cervo e l’orsa, vicenda che sottolinea la necessità di cooperare in armonia per un fine comune senza personalismi se si vuole conseguire un traguardo. Gli alunni del secondo anno si sono invece cimentati con Esopo, Il cammello e Zeus, favola che narra la sorte di chi, invidiando la condizione altrui, finisce con il perdere quanto di buono già possiede.
La gara ha messo alla prova le competenze traduttive e abilità di rielaborazione, valorizzando soprattutto la fantasia dei giovani classicisti. Ai contendenti è stato richiesto, infatti, di coniugare correttezza nella resa delle strutture linguistiche, fedeltà al testo originale e creatività nella traduzione, per la quale si era liberi di impiegare diversi linguaggi comunicativi, e di operare un commento che poteva anche prevedere riferimenti alla contemporaneità. Un’ operazione che richiede una puntuale conoscenza grammaticale e linguistica unita a una matura capacità di analisi e interpretazione delle tematiche sottese ai testi.
Molte le prove che hanno mostrato originalità nella traduzione: alcuni hanno optato per la pagina di diario, qualcuno si è avventurato nella stesura di una canzone con tanto di ritornello, altri hanno scelto la produzione di versi, altri ancora l’ articolo giornalistico. Tutti nel proprio commento hanno ricollegato la “morale della favola” alla sensibilità contemporanea e alla nostra società.
Le vincitrici, Maryam Uniti per il Latino e Anna Siragusa per il Greco, hanno saputo meglio cogliere e realizzare tutto ciò nel difficile equilibrio tra aderenza al testo di partenza e contributo personale nella rielaborazione e hanno dimostrato che lo studio del Latino e del Greco non è mera erudizione e vuoto formalismo, rappresentando invece uno strumento di analisi profonda della complessità del mondo contemporaneo in grado di decodificare e risolvere le sfide a cui siamo chiamati con senso critico e autonomia di pensiero.
